/ frammenti

(ii)

La paura mi ha risvegliato nella coscienza di un altro; la paura e l'intossicazione da letture e la ricerca. E' stato come aprire gli occhi in una stanza diversa da quella in cui mi ero addormentato. Mi sono risvegliato e il panico del sogno era ancora lì. Avevo commesso un delitto oppure mi avevano inseguito e poi condannato pur essendo innocente. Qualcuno mi puntava contro una pistola e io ero paralizzato, incapace di difendermi o scappare. Prima che la coscienza si dissolva del tutto, il romanziere segreto che ognuno ha dentro di sé già inizia a ordire le sue storie e le sue scene. La stanza buia e concava aveva il soffitto basso come una grotta o una cantina o l'interno di un cranio in cui alberga il cervello di qualcuno che non sono io, una coscienza esasperata da ore e ore di letture o divagazioni solitarie, con tutti i suoi ricordi, le caratteristiche fisiche, la vita in sequenze di immagini, la propensione alle tachicardie, a credere di essere affetto da malattie mortali, un cancro, un'angina pectoris, l'abitudine di nascondersi e fuggire.
Mi sono risvegliato e per un attimo non ricordvo dove fossi, ero come lui o forse ero lui dato che stavo facendo un sogno più suo che mio.

(Come ombra che declina, p.7-8 Antonio Muñoz Molina, 66thand2nd, traduzione di Carlo Alberto Montalto)

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